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Lo scontro tra Paolo Crepet e Psicologi Digitali

Lo scontro tra Paolo Crepet e Psicologi Digitali

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Durante un incontro pubblico di presentazione del nuovo libro di Paolo Crepet, Simona Toni, social media manager di Psicologi Digitali, ha avuto un confronto molto acceso con l’autore, nonché famoso psichiatria italiano. Il tema era legato alle nuove tecnologie e i loro effetti sulle nuove generazioni. Ecco com’è andata.

 

paolo crepet simona toni

 

Un conflitto intergenerazionale o professionale sulle innovazioni tecnologiche? Le nuove tecnologie sono realmente una minaccia per l’essere umano? Ci stanno peggiorando la vita oppure no?

Sono tutte domande complesse alle quali non è possibile dare risposte nette, ma come spesso ci hanno insegnato alla Facoltà di Psicologia: dipende.

Paolo Crepet è un noto psichiatra, sociologo e scrittore e durante la presentazione del suo nuovo libro ha fermamente sostenuto che le nuove tecnologie ci stanno rendendo sempre meno intelligenti. 

Come si racconta anche nel giornale La Gazzetta del Serchio, giocando su un paragone con una specie animale a noi evolutivamente vicina, ha affermato che

almeno gli scimpanzé non fanno foto al cappuccino che stanno per bere, per poi condividerlo sui gruppi WhatsApp.

Noi invece utilizziamo i social network per un mero bisogno narcisistico, condividendo contenuti che interessano solo a noi stessi.

Il professore ha messo inoltre in guardia dal fatto che, a causa dei nuovi media, ci stiamo tutti omologando e stiamo diventando sempre più banali e prevedibili.

tecnologia positivaDa Psicologi Digitali non potevamo non cogliere la palla al balzo per un confronto diretto con tesi molto diverse rispetto all’approccio che sosteniamo, che è quello della Tecnologia Positiva. Abbiamo avuto il piacere di scambiare con lui un vivace botta e risposta sul mondo digitale, su come la vita sia cambiata ai tempi dei social network e su quali siano le conseguenze di tale cambiamento su una figura come quella dello psicologo.

Noi infatti consideriamo i media e gli artefatti digitali come opportunità e come strumenti, che se utilizzati in modo consapevole, responsabile e strategico, possono implementare le potenzialità umane e migliorare le nostre vite.

L’approccio psicologico alla base del nostro lavoro quotidiano è molto innovativo e di frontiera, sconosciuto ai più.

Si chiama appunto Tecnologia Positiva, un’integrazione della nuova frontiera della Psicologia Positiva, che si focalizza sullo studio del benessere delle persone, abbandonando il classico focus psicologico su patologia e devianza, con l’Information Communication Technology (ICT).

L’approccio della Tecnologia Positiva si basa sul considerare i media digitali come strumenti per potenziare le nostre abilità, aumentare la nostra efficacia e promuovere il cambiamento positivo individuale e collettivo.

Nel nostro lavoro sfruttiamo il “potere” dei nuovi media per progetti di benessere, di marketing e comunicazione. Cerchiamo di portare valore aggiunto ai nostri clienti attraverso i nuovi strumenti, che i più recenti sviluppi tecnologici ci hanno messo a disposizione.

Con questa mission bene in mente, la nostra Simona Toni ha chiesto al Prof. Paolo Crepet:

“Non è che per caso queste nuove tecnologie invece che renderci meno intelligenti, semplicemente stanno spostando la nostra intelligenza? Forse il concetto di intelligenza sta cambiando, si sta ampliando, sviluppando, sta al passo con i tempi. Forse dovremmo parlare di una nuova tipologia di intelligenza, che potremmo chiamare Digital Smartness, piuttosto che parlare di mancanza di intelligenza. Lei che cosa ne pensa al riguardo?”

Paolo Crepet, dal canto suo, ha risposto elencando, a nostro avviso, una serie di luoghi comuni che indicano le nuove tecnologie come la causa (o quasi) di ogni male della nuova generazione.

Ecco alcune frasi del professore:

“Per me le vere emozioni non sono le emoticon”

“I veri amici, una parola dal peso straordinario, non sono quelli che ho su Facebook, ma i 3-4 che sono ancora accanto a me a quest’età”

“Con i social network siamo sempre più soli, i suicidi e le depressioni giovanili sono in crescita”

“Io il numero di mia mamma me lo ricordo ancora a memoria, anche se è morta da 30 anni, perché a quel tempo non avevo WhatsApp, adesso senza uno smartphone non saprei nemmeno come rintracciare mia figlia”

“Mark Zuckerberg ha fatto i soldi prendendo per i fondelli milioni di persone e io voglio sentirmi libero da questo suo giochino, perciò non mi farò mai Facebook”

Come rispondere dunque a quelle che ci sembrano affermazioni un po’ sommarie e piene di pregiudizi? La verità è cosi netta?

Cosa ci dice la Psicologia dei Media Digitali?

Un filone di ricerca della Psicologia dei Media Digitali, che indaga le motivazioni di utilizzo dei social network, afferma che essi fanno leva su bisogni sociali, di appartenenza e di stima che l’essere umano ha sempre avuto. I social network ci stanno dando quello di cui avevamo bisogno: uno strumento per rimanere connessi con gli altri. I media digitali ci stanno semplificando la vita, ce la stanno “migliorando”, perché ci ampliano le vedute e le possibilità. L’accessibilità e la diffusione delle nuove tecnologie ha, come molte innovazioni nel campo delle tecnica, comportato tutta una serie di vantaggi, come comunicazioni interpersonali potenziate, circolazione della conoscenza, nuove opportunità di business etc…

Questi sono i motivi per cui, seppur critichiamo spesso i social network, poi continuiamo ad utilizzarli ogni giorno e per tempi sempre maggiori, come dimostrano i più recenti dati di We Are Social 2018.

Cosa ci dice la Sociologia?

Il noto sociologo McLuhan affermava che le tecnologie sono solo degli strumenti neutri. Quello che incide sul nostro benessere o malessere è l’utilizzo giusto o sbagliato, competente o non competente, che ne facciamo. Attaccare in toto le nuove tecnologie, additarle come la causa della pigrizia dilagante giovanile, non sarebbe dunque sensato. Le nuove tecnologie, se utilizzate in modo consapevole, competente, ragionato diventano strumenti dalla portata straordinaria. Va solo colta, incanalata e sfruttata per i propri fini, personali e/o professionali che siano.

Alla base dell’approccio della Tecnologia Positiva vi è l’idea che le nuove tecnologie ci stiano ampliando e fornendo nuove possibilità di azione, pensiero e soprattutto confronto con il mondo.

L’essere umano ha dunque degli strumenti in più a disposizione per colmare i suoi bisogni, strumenti che però dobbiamo imparare a gestire.

Da qua nasce la necessità di portare avanti progetti di Educazione Digitale. E gli stakeholder sono molti: le scuole, le aziende, le associazioni, i liberi professionisti, i genitori, gli insegnanti e chiunque senta la necessita di percorsi di consapevolezza ed esplorazione dei mondi digitali. Non si può più prescindere da un’adeguata conoscenza del funzionamento e delle dinamiche che hanno al centro applicazioni e social network.Educazione digitale psicologi digitali tecnologia positiva

Gli effetti positivi delle nuove tecnologie sono infatti visibili solo se il loro utilizzo è consapevole e competente. Come qualsiasi altro strumento (motorino, automobile etc.) si ha infatti la necessità di acquisire abilità e conoscenze specifiche per muoversi con prudenza e accortezza nei mondi digitali e farne così un uso corretto e responsabile.

Forte è dal nostro punto di vista il bisogno, trasversale alle generazioni, di corsi di formazione che prevengano fenomeni e fatti di cronaca quali il grooming, il sexting, il cyberbullismo e l’hate speech online.

Abbiamo bisogno di professionisti che insegnino come trasformare i media digitali in strumenti di Tecnologia Positiva, per il benessere individuale e collettivo.

Per questa serie di motivi una delle nostre attività per noi più importanti, come Psicologi Digitali, è proprio l’Educazione Digitale. Crediamo che lo psicologo sia una di quelle figure professionali che si debba far carico di questa nuova responsabilità collettiva. Lo psicologo “digitalizzato” può aiutare nello sviluppo di nuove competenze digitali, competenze che sono un mix di abilità comunicative e relazionali e solo in seconda istanza abilità tecniche.

Con questo obiettivo offriamo percorsi strutturati di Educazione Digitale, al fine di insegnare e sostenere un approccio informato e consapevole alle nuove tecnologie e al rapporto con esse.

Per richiedere o approfondire questo nostro servizio cliccate qua:  Educazione Digitale

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