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Ecco perché FaceApp sta avendo successo

Ecco perché FaceApp sta avendo successo

faceapp psicologia
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Negli ultimi giorni le bacheche dei social network sono invase da foto di persone invecchiate prima del tempo. Il fenomeno del momento porta la firma dell’applicazione FaceApp. Ma come si spiega questo successo improvviso? Quali sono le leve psicologiche che hanno reso FaceApp il tormentone social dell’estate 2019?

faceapp psicologia

FaceApp è stata sviluppata 2 anni fa da una società russa, la Wireless Labma. Apparentemente potrebbe sembrare una semplice app di fotoritocco, ma a differenza di altre app come Snapchat e Instagram quelli che permette di applicare alle foto non sono dei semplici filtri.

Quando carichiamo una nostra immagine o ci scattiamo una fotografia, l’applicazione invia i nostri selfie nel cloud dove un sistema di intelligenza artificiale ha la possibilità di riconoscere i volti e i suoi elementi caratterizzanti per poi plasmarli con le caratteristiche scelte, in questo caso invecchiandoci.

Nel corso degli ultimi mesi ha ricevuto diversi aggiornamenti che hanno migliorato le sue funzionalità, facendola tornare improvvisamente popolare e ai primi posti delle classifiche delle app più scaricate in giro per il mondo.

I social network si sono così popolati di foto di vip, e non solo, dal volto invecchiato.

Moltissime aziende hanno deciso di cavalcare l’onda del successo di FaceApp con alcune attività di real time marketing veramente creative.

Ecco alcune campagne e post usciti sui social network che abbiamo trovato particolarmente divertenti:

Durex

FaceApp Caso Durex Real Time Marketing

Ceres

FaceApp Caso Ceres Real Time Marketing

Taffo

FaceApp Caso Taffo Real Time Marketing

Ma visto che oltre che di marketing e comunicazione ci occupiamo anche di Psicologia, ci siamo chiesti: quali meccanismi psicologici spiegano il successo di FaceApp? Come mai tutti stanno pubblicando sui social network foto di loro stessi invecchiati?

Ecco le 3 ipotesi che abbiamo formulato:

1. Sé prospettico e autorealizzazione

Ognuno di noi ha una tendenza verso l’autorealizzazione di se stesso, come mèta ultima della vita. Secondo la visione della Psicologia Umanistico-Esistenziale questa si raggiunge attraverso lo sviluppo e l’attuazione delle migliori potenzialità dell’individuo.

Quindi l’autorealizzazione consiste nel divenire sempre di più ciò che si è, e nel divenire tutto ciò che si è capaci di divenire. Nella famosa piramide dei bisogni di Maslow il bisogno di autorealizzazione è all’apice delle motivazioni dei nostri comportamenti.

Piramide di Maslow FaceApp

In questo senso, FaceApp permette di proiettare il nostro sé proprio all’apice della piramide di Maslow.

Nel nostro immaginario collettivo, la vecchiaia è infatti un momento in cui l’autorealizzazione personale e professionale probabilmente sarà già avvenuta.

L’autorealizzazione inoltre si esplicita solo nel momento in cui tutti gli altri bisogni sottostanti sono stati colmati.

La vecchiaia è infatti pensata anche in relazione alla sicurezza economica (bisogni di sicurezza), ad una famiglia stabile (bisogni sociali) e al successo professionale ormai ottenuto (bisogni di stima).

Poter visualizzare e dare forma al nostro sé in un momento della vita in cui tutto forse sarà già stato ottenuto, ci conforta e ci esorcizza in qualche modo dalla fatica necessaria per raggiungere quell’apice.

2. Emozioni positive e aspetti ludici

Quando siamo esposti ad un’immagine o ad un messaggio che ci riguarda è molto importante la percezione del grado di fedeltà di questa descrizione.

FaceApp realismo

Se la differenza tra il sé reale (ciò che conosciamo di noi stessi) e il sé ideale (ciò che vorremmo essere) che viene prospettato è eccessiva, il vissuto emotivo potrebbe essere negativo.

Il realismo dei risultati di FaceApp riduce molto questa discrepanza. Nessun’altra app finora, se pensiamo ad esempio a Instagram o Snapchat, era riuscita a riprodurre immagini così realistiche.

Il forte grado di realismo potrebbe dunque spiegare il vissuto emotivo di carattere positivo che caratterizza il momento di utilizzo di FaceApp, la quale si configura così come uno strumento ludico.

3. Conformismo sociale

La #FaceAppChallenge è tornata a vivere proprio in questi giorni in Italia a seguito del lancio da parte di molti vip, tra cui Chiara Ferragni e Fedez.

FaceApp Chiara Ferragni e Fedez

Come tutti i fenomeni social una gran parte della loro viralità è spiegata da concetti che arrivano dalla Psicologia Sociale. Primo fra tutti il conformismo sociale, ovvero la tendenza ad adeguarsi a opinioni, usi e comportamenti del gruppo. Il fatto che “tutti”, inclusi i vip, condividessero sui social le foto di se stessi invecchiati, ha motivato anche altri a farlo, per imitazione e aggregazione sociale.

Ma perchè abbiamo avuto la sensazione che “tutti” fossero coinvolti nell’utilizzo di FaceApp? Questo è spiegabile dal fenomeno delle camere dell’eco, per cui l’algoritmo sottostante ai social network mostra nel nostro feed solo le foto più rilevanti per noi, dandoci così l’idea che tutti gli utenti pubblichino gli stessi contenuti (bias di conferma).

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