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E-mail Marketing: conosci già i 5 miti da sfatare?

E-mail Marketing: conosci già i 5 miti da sfatare?

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Ad oggi gli strumenti per vendere e fare marketing, soprattutto online, sono molteplici. Uno dei primi è stato l’e-mail marketing, ovvero l’invio di contenuti promozionali e non a un cliente (o potenziale) attraverso l’uso della posta elettronica.

email marketing

 

Ma come per il resto del mondo digital, anche nel campo dell’e-mail marketing ciò che funziona o no cambia a ritmi serrati e ciò che era vero un tempo ora non lo è più. Chiaramente oltre a cambiamenti e tendenze generali bisogna evitare di fare errori “evergreen” di cui vi abbiamo parlato qui.

Di seguito riportiamo cinque falsi miti riguardanti uno degli strumenti più potenti del marketing online.


1️⃣ L’email marketing è morto

Con l’aumento dei canali e degli strumenti digitali attraverso cui fare marketing, gli strumenti più tradizionali sono stati accantonati. Secondo alcuni infatti, la DEM sarebbe morta e totalmente inutile.

Tuttavia, L’Email Marketing ad oggi viene utilizzato da quasi il 90% delle aziende e i dati parlano di un’ottima resa in termini di apertura e apprezzamento dei clienti. Secondo uno studio di Radicati l’email marketing è in continua crescita.

📈 Nel 2018 il numero totale di messaggi inviati e ricevuti ammontava ad oltre 235.6 miliardi, valore che raggiungerà i 257,7 miliardi entro la fine del 2020.


2️⃣ E-mail frequenti = Spam

In alcuni casi si tende a non inviare e-mail in modo regolare per evitare che gli iscritti alla mailing list si sentano infastiditi e perseguitati. In effetti, un sondaggio di Marketing Charts ha rilevato che la persona media riceve 416 e-mail di marketing ogni mese.

La chiave per evitare l’effetto spam è garantire qualità e utilità delle e-mail inviate.

🗝 Se le e-mail inviate aggiungono valore, forniscono informazioni e sono effettivamente utili per il pubblico, i tassi di apertura aumenteranno e si ridurranno le disiscrizioni dalla mailing list.


3️⃣ Le disiscrizioni sono una tragedia

A nessuno piace vedere che i propri iscritti abbandonano la mailing list. In verità, le cancellazioni non sono necessariamente una cosa negativa. Un database pulito è la chiave per avere un tasso di apertura più alto e quindi rimanere dalla parte degli ISP (Internet Service Provider). Ciò impedirà alle tue e-mail di essere bloccate dalle caselle di posta dei tuoi utenti.

Un annullamento dell’iscrizione significa che quell’utente non è più interessato ai contenuti inviati, e ciò potrebbe essere dovuto a diversi motivi.

🆘 È bene allarmarsi nel momento in cui le cancellazioni arrivano in gran numero e contemporaneamente. Se invece si tratta di poche persone sparse nel tempo, è un fenomeno fisiologico. Niente allarmismi.


4️⃣ L’invio della newsletter deve avvenire in un giorno specifico

Secondo alcuni esperti di marketing ci sono giorni e orari specifici per l’invio delle e-mail.

Nonostante i numerosi studi per trovare il giorno magico in cui i tassi di apertura sono più alti e le conversioni abbondano,

ad oggi non ci sono riscontri rispetto al timing giusto per l’invio delle proprie comunicazioni.

Ovviamente, alcuni pubblici interagiscono più facilmente con l’e-mail durante determinati orari o giorni, ma questo varia in base al tipo di audience con cui ci si interfaccia.

⚗️ Per trovare il proprio giorno magico è necessario fare test, provare a inviare e-mail con contenuti o oggetti differenti, e successivamente misurare i risultati.


5️⃣ L’oggetto deve stare tutto su un rigo

A volte anche nel mondo del marketing il senso comune prende il sopravvento. Per molto tempo, infatti, a chi si occupa di DEM è stato detto di evitare oggetti troppo lunghi per le proprie e-mail.

All’apparenza sembra un consiglio sensato, ma un recente studio del Marketing Sherpa ha smentito questa vecchia convinzione.

‼️ Dallo studio sembra che gli oggetti più funzionali siano quelli composti da 61 a 70 caratteri.

L’unica preoccupazione che deve guidare nella scelta dell’oggetto è che sia accattivante e rispetti i parametri degli ISP, per evitare che le proprie e-mail finiscano in spam.

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