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Gamification: tra psicologia e marketing

Gamification: tra psicologia e marketing

gamification marketing
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gamification-marketing

Prima di vedere le applicazioni della gamification al marketing, diamone una definizione.

⭕️Definizione di gamification

La gamification consiste nell’implementazione di meccaniche di gioco in ambienti non di gioco. Ad esempio: sito Web, una comunità online, un sistema di gestione dell’apprendimento o un’intranet aziendale per aumentare la partecipazione. L’obiettivo della gamification è di interagire con clienti, dipendenti e partner, al fine di ispirare, collaborare, condividere e interagire.

“Non siamo più pienamente vivi, più completamente noi stessi, e più profondamente assorti in qualcosa, che quando giochiamo”
(Charles E. Schaefer)

Punti, medaglie, profilo personalizzato, obiettivi da sbloccare, sfide a tempo limitato e leaderboard per condividerne i risultati, non sono le features dell’ultimo videogame lanciato sul mercato dalla EA Games. Sono gli elementi fondanti di una nuova App della Nike creata per promuovere l’engagement dei propri clienti, motivandoli a migliorare la propria forma fisica.


In altre parole l’app Nike Run Club’s rappresenta un esempio ben riuscito di gamification applicata al marketing. Una case history di successo di come alcuni elementi e meccaniche proprie del gioco (soprattutto dei videogame) possano essere applicati in attività non ludiche al fine di promuoverne il coinvolgimento (Werbach Kevin & Hunter Dan, 2012).

📚 Le origini antiche della Gamification

L’idea di gamification, seppur si sia diffusa in modo massiccio a partire dal 2010, non è nuova. Tracce di gamification sono state riscontrate addirittura nell’Antico Egitto.

Dei graffiti ritrovati all’interno delle Piramidi hanno rivelato l’esistenza di squadre di lavoro che “gareggiavano” per accaparrarsi il primo posto nella loro costruzione, battendo gli altri partecipanti sul tempo.

Anche se non siamo a conoscenza del tipo di premio in palio, o del numero di partecipanti, l’aspetto fondamentale di questa vicenda è che, molto probabilmente, l’aver introdotto l’elemento della sfida in un contesto di lavoro, non solo abbia contribuito a rendere più divertente un’attività che di per sé risulta poco ingaggiante, ma l’abbia resa anche più efficace, riducendone i tempi di realizzazione.

🧠 Psicologia della Gamification

Dalla “Piramidi Challenge” ad oggi, le tecniche di gamification si sono di gran lunga affinate. La gamification è attualmente utilizzata in numerosissimi contesti che vanno dal campo dell’educazione e istruzione a quello dell’addestramento militare.

Ma cos’è che rende così potente questa tecnica?

Per comprendere il valore della gamification è necessario riprendere un concetto ampiamente affrontato nell’ambito della psicologia, quello della ricompensa.

Il presupposto è semplice: offrire una ricompensa o premio, tangibile o intangibile, incide sulla motivazione dell’individuo e rinforza positivamente il comportamento. In questo modo aumenta la probabilità di continuare in una particolare attività o di perseguire un dato obiettivo.

A tal proposito, risulta evidente come i sistemi di premi e riconoscimenti che sono alla base del gaming e che si esprimono attraverso:

◼️ Badges

◼️ Punti

◼️ Trofei

◼️ Sfide tra clan

◼️ Feedback e classifiche

contribuiscono a rendere la gamification un potentissimo mezzo di motivazione, poiché capace di offrire esperienze gratificanti e, quindi, ripetibili.

📈 Gamification nel marketing

Visto il il potenziale, non stupisce come la gamification sia ampiamente sfruttata nel settore del marketing come strategia per aumentare l’engagement dei clienti, la brand awareness, la brand loyalty e le vendite stesse.

L’era della ricezione passiva dei contenuti è ormai superata. La maggior parte dei brand sta riorganizzando la propria strategia di marketing al fine di trovare modi sempre più interattivi per coinvolgere le persone.

L’utilizzo della gamification, dunque, rappresenta un ottimo modo per coinvolgere i propri clienti reali e potenziali. Si può favorire infatti un’interazione simile a quella sperimentata dai gamer, rendendo così l’esperienza di fruizione dei contenuti più interessante e divertente.

🔍 Il caso Samsung: un esempio brillante di Gamification nel Marketing

Samsung Nation, infrastruttura lanciata dalla Samsung Electronics America il 2 Novembre 2011, è un esempio di come la gamification possa essere sfruttata per promuovere la brand loyalty e rafforzare il rapporto tra brand e cliente.

La piattaforma nasce con l’obiettivo di utilizzare alcuni elementi del gaming per migliorare l’interazione degli utenti sul proprio corporate website Samsung.com.

I clienti più fedeli sono premiati attraverso punti e badge a seconda della qualità e quantità di interazioni effettuate sul sito (leggere una scheda informativa, lasciare commenti e recensioni, registrare un prodotto, condividere post via social).

Ma non solo. Per gli utenti più inclini alle dinamiche di gaming, la piattaforma propone specifiche missioni a tempo limitato in cambio di trofei, come il connettersi ad uno specifico orario oppure l’iscriversi ai canali social. Volete sapere qual è stato il risultato?
Dopo circa 3 mesi dall’implementazione della gamification si è riscontrato:

+ 66% dei visitatori

+ 309% di commenti

Dei risultati incredibili con ricadute in termini di engagement e traffico al sito web!

✅ Conclusione

Nonostante gli evidenti punti di forza legati all’utilizzo delle tecniche di gamification, esistono, però, degli importanti fattori da tenere in considerazione.
Innanzitutto va chiarito che la gamification non è una panacea. Non tutto può essere “gamificato” e soprattutto non tutti possono essere coinvolti allo stesso modo.

Per questo motivo è fondamentale definire a priori con molta attenzione quali sono gli obiettivi che si intende perseguire e, soprattutto, qual è il target di destinazione.

Se è vero che gli elementi di gamification sono tendenzialmente sempre gli stessi, le dinamiche, ossia il come questi vengano impiegati, variano a seconda di cosa motiva gli utenti.

I più “social”, ad esempio, verranno attratti maggiormente dagli elementi di condivisione e collaborazione come la presenza di una leaderboard, gli amanti delle collezioni saranno più inclini ad accumulare badge e punti, mentre l’obiettivo dei più competitivi potrebbe essere quello di superare le missioni sfidando gli avversari.

Chiave di successo di una buona gamification, dunque, consisterà nel comprendere cosa motiva gli utenti trovando il giusto equilibrio tra i loro bisogni e motivazioni ed il loro desiderio di essere intrattenuti.

Lorenza Silvestri psicologa

Articolo a cura di:

Lorenza Silvestri – Psicologa del Marketing e della Comunicazione specializzata in HR Tech


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