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L’utilizzo strategico dei Colori nel Digital Marketing

L’utilizzo strategico dei Colori nel Digital Marketing

colori nel digital marketing

Quello dei colori è un argomento che da sempre ha affascinato artisti e scienziati contemporaneamente, stimolando scoperte e innovazioni continue.

In questo articolo non troverai una lista di colori e significati corrispondenti. Avrai però una serie di consigli per utilizzarli al meglio per le tue attività di digital marketing.

colori nel digital marketing

Se sei interessato a sapere quali possono essere i significati associati ai colori: La psicologia dei colori nel web marketing.

Piuttosto, qui troverai dei consigli strategici su come utilizzare il colore per comunicare su uno (e non solo) dei social network più potenti al momento: Instagram.   

🌈 I colori nel digital marketing: perché sono importanti?

La psicologia dei colori svolge un ruolo importante nel packaging di prodotto, nella comunicazione commerciale e nel digital marketing.

Il colore veicola valori, significati e appartenenza: differenzia i prodotti e orienta le persone.

➡️ Nel 2013 Lee, Heere e Chung sono giunti alla conclusione che, tra i cinque sensi, quello della vista è predominante nel creare la brand image, infatti la vista è guidata dall’attenzione, che è una risorsa limitata.

La vista viene distinta in due grandi tipologie:

  1. attenzione top-down: quando cerchiamo attivamente qualcosa di specifico nel mondo esterno (cercare il nostro bagnoschiuma preferito tra gli scaffali del supermercato o cercare su Google il miglior telefono per un certo budget)
  2. attenzione bottom-up: rappresenta invece la salienza visiva, qualcosa che attrae la tua attenzione, senza che tu lo voglia (la “macchina gialla!” per cui da piccoli ci scambiavamo pugni gli uni con gli altri. Oppure, citando Seth Godin, è la Mucca Viola).

Gli elementi visivi che possono catturare l’attenzione degli individui sono diversi.

In particolare, troviamo:

  • contrasto
  • densità
  • luminosità
  • movimento
  • colore
  • forma

Ognuno di questi elementi, usati da soli o in sinergia, possono essere sfruttati per far sì che il tuo prodotto emerga dallo sfondo di prepotenza.           

Tra i vari elementi che influenzano l’attenzione bottom-up, è stato visto che il colore risulta essere preponderante (Jansson, Marlow e Bristow, 2004).   

Il colore può influenzare le intenzioni d’acquisto delle persone, il product meaning, la brand personality, la qualità percepita del prodotto e il prezzo che si è disposti a pagare.     

Qualche tempo fa Barilla ha messo sul mercato una nuova linea di pasta con packaging rosa shocking, un’edizione limitata nata in collaborazione con il marchio GDCS.

barilla rosa

La notizia è diventata subito virale.

Come mai?

➡️ Perché a determinate categorie di prodotto corrispondono precisi pattern di colore.

I consumatori sono inconsapevolmente abituati a questi schemi.

Uscire dal pattern significa violare le aspettative, attirando così l’attenzione.

Prima di lanciarti in qualche follia, però, fermati.

Non sto dicendo che utilizzando un colore insolito diventerai leader di settore e venderai a palate.

Tutt’altro.

Catturare l’attenzione non garantisce il successo di un prodotto, quello dipende da un mix di tanti altri fattori.

Quando l’uso dei colori diventa efficace? 

Quando ti trovi a valutare i colori per attività di branding e digital marketing in generale, chiediti (o meglio, chiedi al tuo target): “questo colore è appropriato per quello che sto vendendo?”.

La verità, infatti, è che il colore è troppo dipendente dalle esperienze personali per essere tradotto e traslato in specifiche emozioni.

Preferenze personali, esperienze, educazione, differenze culturali e contesto attenuano e distorcono l’effetto che i singoli colori hanno su di noi. 

Ecco alcuni falsi miti:

Pensare che colori come il giallo o il viola siano in grado di evocare una sorta di emozione iper-specifica o affermare che il colore verde “porta calma”

Sono considerazioni prive di contesto. 

È quello che accade con l’oroscopo, quando il guru di turno lancia una serie di frasi talmente astratte da poter andar bene per chiunque.

In psicologia, questo fenomeno viene chiamato effetto Forer: riconosciamo noi stessi nella descrizione di uno scenario che non ha reali punti di riferimento, tuttavia non ce ne accorgiamo.

In definitiva, non si tratta di scegliere il colore “giusto”.

Il punto è trovare il colore “appropriato” dal punto di vista del target. Saranno loro infatti a decretare il successo o il fallimento della tua scelta.

🔴🔵 Colori caldi vs freddi: quando utilizzarli nel digital marketing?

Tutti conoscono la più basilare delle categorizzazioni quando si parla di colori.

Caldi versus freddi.

I colori caldi (ad es. giallo, arancio-giallo e rosso-violetto) si riferiscono al sole, all’allegria e alla felicità, oltre che alla grazia e alla nobiltà. 

Al contrario, i colori freddi (ad esempio il blu e viola) tendono ad essere associati a oggetti economici o di progresso; questi colori sono anche legati al relax e alla piacevolezza.

Ma quando vanno usati?

Uno studio pubblicato a marzo 2020 ha scoperto che l’uso di queste due famiglie di colori risulta particolarmente efficace in alcuni casi.

🔴 È emerso che i colori caldi (in particolar modo il giallo e l’arancione) rievocano l’interesse nelle città e nelle attività sociali

Se gestisci la pagina di un’attività gastronomica o ricreativa (ad esempio discoteche o centri balneari) sarà molto più efficace concentrare gli sforzi sul ricreare le atmosfere che le persone vivono in quei luoghi. 

🔵 Al contrario, i colori freddi ispirano l’interesse degli utenti verso l’arte e la cultura.

Se invece gestisci pagine di attività il cui target sono persone che amano la cultura e l’apprendimento continuo, una resa dei colori fredda sarà più appropriata a veicolare i messaggi e i valori della tua attività nel modo corretto.

Queste informazioni sono particolarmente utili per decidere l’estetica del feed e dei contenuti delle pagine Instagram e non solo.

🔦 Luminosità e saturazione

Secondo Gao et al. (2007) luminosità e saturazione sono i due parametri fondamentali che innescano le emozioni delle persone attraverso le immagini.

Ne consegue che le emozioni possono inconsciamente condurre a un maggior consumer brand engagement (Makarem & Jae, 2016).

Questo, su Instagram, si traduce in maggior numero di like, commenti e condivisioni e quindi maggior copertura da parte dell’algoritmo.

➤ La luminosità è la quantità totale di luce che una sorgente luminosa appare emettere o che una superficie appare riflettere.

È un attributo della percezione visiva in cui una sorgente sembra irradiare o riflettere la luce.

È ciò che ci fa apparire “abbagliante” o “fioco” certi colori in determinate situazioni.

➤ La saturazione del colore si riferisce all‘intensità del colore in un’immagine. All’aumentare della saturazione, i colori sembrano essere più puri, al suo diminuire sembrano più sbiaditi o pallidi.

Un’immagine ad alta saturazione ha colori vividi, ricchi e luminosi, mentre un’immagine con una bassa saturazione virerà verso una scala di grigio.

Coerentemente con quanto detto poco sopra, è stato inoltre scoperto che le persone preferiscono di gran lunga le immagini che hanno luminosità e saturazione superiori alla media.

Nella maggior parte dei programmi di editing grafico esiste un’opzione per aumentare o ridurre la saturazione.

🤜 Conclusione

Il mondo della psicologia dei colori su Instagram (e in generale nel digital marketing) è vastissimo e in continuo aggiornamento, per cui non esistono dogmi e regole fisse da seguire.

Un suggerimento prezioso emerso dai vari studi citati è quello di ricercare una coerenza tematica tra contenuti e resa dei colori, così come di prestare grande attenzione alla post-produzione delle nostre foto, prima di postarle su Instagram.

Semplici ritocchi alla luminosità e alla saturazione possono infatti innescare le emozioni desiderate nelle persone e attivarne l’engagement.

Il resto verrà da sé.

Stefano Vadalà - Marketing Psychology Specialist

Articolo a cura di: 

Stefano Vadalà – Marketing Psychology Specialist 


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