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	<title>Applicazioni Archivi - Psicologi Digitali</title>
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	<description>La prima web agency fatta da psicologi</description>
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	<title>Applicazioni Archivi - Psicologi Digitali</title>
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	<item>
		<title>Gamification: tra psicologia e marketing</title>
		<link>https://psicologidigitali.it/blog-psicologia/gamification-tra-psicologia-e-marketing/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenza Silvestri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2020 07:53:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Applicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Digital Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia del Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[gamification]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Lo leggerai in soli </span> <span class="rt-time"> 4</span> <span class="rt-label rt-postfix">minuti</span></span>Prima di vedere le applicazioni della gamification al marketing, diamone una definizione. ⭕️Definizione di gamification La gamification consiste nell&#8217;implementazione di meccaniche di gioco in ambienti non di gioco. Ad esempio: sito Web, una comunità online, un sistema di gestione dell&#8217;apprendimento o un&#8217;intranet aziendale per aumentare la partecipazione. L&#8217;obiettivo della gamification è di interagire con clienti, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://psicologidigitali.it/blog-psicologia/gamification-tra-psicologia-e-marketing/">Gamification: tra psicologia e marketing</a> proviene da <a href="https://psicologidigitali.it">Psicologi Digitali</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<p></p>
<p><strong>Prima di vedere le applicazioni della gamification al marketing, diamone una <a href="https://www.bunchball.com/gamification" target="_blank" rel="noreferrer noopener">definizione</a>.</strong></p>
<p></p>
<p></p>
<h3 class="wp-block-heading"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2b55.png" alt="⭕" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />Definizione di gamification</h3>
<p></p>
<p></p>
<p><em>La gamification consiste nell&#8217;implementazione di meccaniche di gioco in ambienti non di gioco. Ad esempio: sito Web, una comunità online, un sistema di gestione dell&#8217;apprendimento o un&#8217;intranet aziendale per aumentare la partecipazione. L&#8217;obiettivo della gamification è di interagire con clienti, dipendenti e partner, al fine di ispirare, collaborare, condividere e interagire</em>.</p>
<p></p>
<p></p>
<blockquote class="is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>“Non siamo più pienamente vivi, più completamente noi stessi, e più profondamente assorti in qualcosa, che quando giochiamo”<br />(Charles E. Schaefer)</p>
</blockquote>
<p></p>
<p></p>
<p>Punti, medaglie, profilo personalizzato, obiettivi da sbloccare, sfide a tempo limitato e leaderboard per condividerne i risultati, non sono le features dell’ultimo videogame lanciato sul mercato dalla EA Games. Sono gli elementi fondanti di una nuova App della Nike creata per promuovere l’engagement dei propri clienti, motivandoli a migliorare la propria forma fisica.</p>
<p></p>
<p></p>
<p><br />In altre parole l’app <a href="https://www.reallygoodux.io/blog/nike-run-club-gamification" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nike Run Club&#8217;s</a> rappresenta un esempio ben riuscito di gamification applicata al marketing. Una case history di successo di come alcuni elementi e meccaniche proprie del gioco (soprattutto dei videogame) possano essere applicati in attività non ludiche al fine di promuoverne il coinvolgimento (Werbach Kevin &amp; Hunter Dan, 2012).</p>
<p></p>
<p></p>
<h3 class="wp-block-heading"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f4da.png" alt="📚" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong>Le origini antiche della Gamification</strong></h3>
<p></p>
<p></p>
<p>L’idea di gamification, seppur si sia diffusa in modo massiccio a partire dal 2010, non è nuova. Tracce di gamification sono state riscontrate addirittura nell&#8217;Antico Egitto.</p>
<p></p>
<p></p>
<p>Dei graffiti ritrovati all&#8217;interno delle Piramidi hanno rivelato l’esistenza di squadre di lavoro che &#8220;gareggiavano&#8221; per accaparrarsi il primo posto nella loro costruzione, battendo gli altri partecipanti sul tempo.</p>
<p></p>
<p></p>
<p>Anche se non siamo a conoscenza del tipo di premio in palio, o del numero di partecipanti, l’aspetto fondamentale di questa vicenda è che, molto probabilmente, l’aver introdotto l’<strong>elemento della sfida in un contesto di lavoro</strong>, non solo abbia contribuito a rendere più divertente un’attività che di per sé risulta poco ingaggiante, ma l’abbia resa anche più efficace, riducendone i tempi di realizzazione.</p>
<p></p>
<p></p>
<h3 class="wp-block-heading"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f9e0.png" alt="🧠" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong>Psicologia della Gamification</strong></h3>
<p></p>
<p></p>
<p>Dalla “Piramidi Challenge” ad oggi, le tecniche di gamification si sono di gran lunga affinate. La gamification è attualmente utilizzata in numerosissimi contesti che vanno dal campo dell’educazione e istruzione a quello dell’addestramento militare.</p>
<p></p>
<p></p>
<p>Ma cos&#8217;è che rende così potente questa tecnica?</p>
<p></p>
<p></p>
<p>Per comprendere il valore della gamification è necessario riprendere un concetto ampiamente affrontato nell&#8217;ambito della psicologia, quello della <strong>ricompensa</strong>.</p>
<p></p>
<p></p>
<p>Il presupposto è semplice: offrire una ricompensa o premio, tangibile o intangibile, incide sulla motivazione dell’individuo e <a href="https://lamenteemeravigliosa.it/sistema-di-ricompensa-neurobiologia-della-motivazione/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rinforza positivamente il comportamento</a>. In questo modo aumenta la probabilità di continuare in una particolare attività o di perseguire un dato obiettivo.<br /><br />A tal proposito, risulta evidente come i <strong>sistemi di premi e riconoscimenti</strong> che sono alla base del gaming e che si esprimono attraverso:</p>
<p></p>
<p></p>
<p><strong><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/25fc.png" alt="◼" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></strong> <em>Badges</em></p>
<p></p>
<p></p>
<p><strong><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/25fc.png" alt="◼" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></strong> <em>Punti</em></p>
<p></p>
<p></p>
<p><strong><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/25fc.png" alt="◼" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></strong> <em>Trofei</em></p>
<p></p>
<p></p>
<p><strong><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/25fc.png" alt="◼" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></strong> <em>Sfide tra clan</em></p>
<p></p>
<p></p>
<p><strong><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/25fc.png" alt="◼" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></strong> <em>Feedback e classifiche</em></p>
<p></p>
<p></p>
<p>contribuiscono a rendere la gamification un potentissimo mezzo di motivazione, poiché capace di offrire esperienze gratificanti e, quindi, ripetibili.</p>
<p></p>
<p></p>
<h3 class="wp-block-heading"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f4c8.png" alt="📈" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong>Gamification nel marketing</strong></h3>
<p></p>
<p></p>
<p>Visto il il potenziale, non stupisce come la gamification sia <a href="https://yukaichou.com/gamification-examples/top-10-marketing-gamification-cases-remember/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ampiamente sfruttata nel settore del marketing</a> come strategia per aumentare l’engagement dei clienti, la brand awareness, la brand loyalty e le vendite stesse.<img decoding="async" class="aligncenter" src="https://psicologidigitali.it/wp-content/uploads/2020/05/The_Office_S05E17_Golden_Ticket.gif" alt="gif golden ticket" data-id="2647" data-full-url="https://psicologidigitali.it/wp-content/uploads/2020/05/The_Office_S05E17_Golden_Ticket.gif" data-link="https://psicologidigitali.it/?attachment_id=2647" /></p>
<figure>
<figcaption><em>Gif presa dalla serie TV The Office. Il manager del reparto vendite decide di inserire all&#8217;interno di alcuni ordini effettuati da diversi clienti i golden ticket uguali a quelli utilizzati nel film la fabbrica di cioccolato per regalare il 10% di sconto sul prossimo ordine.</em></figcaption>
</figure>
<p></p>
<p></p>
<p>L’era della ricezione passiva dei contenuti è ormai superata. La maggior parte dei brand sta riorganizzando la propria strategia di marketing al fine di trovare <a href="https://psicologidigitali.it/2019/10/13/gli-iperconnessi-chi-sono-e-cosa-fanno-online/">modi sempre più interattivi per coinvolgere le persone</a>.</p>
<p></p>
<p></p>
<p>L’utilizzo della gamification, dunque, rappresenta un ottimo modo per coinvolgere i propri clienti reali e potenziali. Si può favorire infatti un&#8217;interazione simile a quella sperimentata dai gamer, rendendo così l&#8217;esperienza di fruizione dei contenuti più interessante e divertente.</p>
<p></p>
<p></p>
<h3 class="wp-block-heading"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f50d.png" alt="🔍" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Il caso Samsung: un esempio brillante di Gamification nel Marketing</h3>
<p></p>
<p></p>
<p>Samsung Nation, infrastruttura lanciata dalla Samsung Electronics America il 2 Novembre 2011, è un <a href="http://www.gameifications.com/samsung-nation-corporate-website-gamification/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">esempio </a>di come la gamification possa essere sfruttata per promuovere la brand loyalty e rafforzare il rapporto tra brand e cliente.</p>
<p></p>
<p></p>
<p>La piattaforma nasce con l’obiettivo di utilizzare alcuni elementi del gaming per migliorare l’interazione degli utenti sul proprio corporate website Samsung.com.</p>
<p></p>
<p></p>
<p>I clienti più fedeli sono premiati attraverso punti e badge a seconda della qualità e quantità di interazioni effettuate sul sito (leggere una scheda informativa, lasciare commenti e recensioni, registrare un prodotto, condividere post via social).</p>
<p></p>
<p></p>
<p>Ma non solo. Per gli utenti più inclini alle dinamiche di gaming, la piattaforma propone specifiche missioni a tempo limitato in cambio di trofei, come il connettersi ad uno specifico orario oppure l’iscriversi ai canali social. Volete sapere qual è stato il risultato?<br />Dopo circa 3 mesi dall&#8217;implementazione della gamification si è riscontrato:</p>
<p></p>
<p></p>
<p><strong>+ 66% dei visitatori</strong></p>
<p></p>
<p></p>
<p><strong>+ 309% di commenti</strong></p>
<p></p>
<p></p>
<p>Dei risultati incredibili con ricadute in termini di engagement e traffico al sito web!</p>
<p></p>
<p></p>
<h3 class="wp-block-heading"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2705.png" alt="✅" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Conclusione</h3>
<p></p>
<p></p>
<p>Nonostante gli evidenti punti di forza legati all&#8217;utilizzo delle tecniche di gamification, esistono, però, degli importanti fattori da tenere in considerazione.<br />Innanzitutto va chiarito che la gamification non è una panacea. Non tutto può essere &#8220;gamificato&#8221; e soprattutto non tutti possono essere coinvolti allo stesso modo.</p>
<p></p>
<p></p>
<p><strong>Per questo motivo è fondamentale definire a priori con molta attenzione quali sono gli obiettivi che si intende perseguire e, soprattutto, qual è il target di destinazione</strong>.</p>
<p></p>
<p></p>
<p>Se è vero che gli elementi di gamification sono tendenzialmente sempre gli stessi, le dinamiche, ossia il come questi vengano impiegati, variano a seconda di cosa motiva gli utenti.</p>
<p></p>
<p></p>
<p>I più “social”, ad esempio, verranno attratti maggiormente dagli elementi di condivisione e collaborazione come la presenza di una leaderboard, gli amanti delle collezioni saranno più inclini ad accumulare badge e punti, mentre l’obiettivo dei più competitivi potrebbe essere quello di superare le missioni sfidando gli avversari.</p>
<p></p>
<p></p>
<p><strong>Chiave di successo di una buona gamification, dunque, consisterà nel comprendere cosa motiva gli utenti trovando il giusto equilibrio tra i loro bisogni e motivazioni ed il loro desiderio di essere intrattenuti.</strong></p>
<p></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="" src="https://psicologidigitali.it/wp-content/uploads/2020/04/lorenza-silvestri-psicologa.jpg" sizes="(max-width: 940px) 100vw, 940px" srcset="https://psicologidigitali.it/wp-content/uploads/2020/04/lorenza-silvestri-psicologa.jpg 940w, https://psicologidigitali.it/wp-content/uploads/2020/04/lorenza-silvestri-psicologa-300x251.jpg 300w, https://psicologidigitali.it/wp-content/uploads/2020/04/lorenza-silvestri-psicologa-768x644.jpg 768w" alt="Lorenza Silvestri psicologa" width="370" height="310" /></p>
<p>Articolo a cura di:</p>
<p>Lorenza Silvestri – Psicologa del Marketing e della Comunicazione specializzata in HR Tech</p><p>L'articolo <a href="https://psicologidigitali.it/blog-psicologia/gamification-tra-psicologia-e-marketing/">Gamification: tra psicologia e marketing</a> proviene da <a href="https://psicologidigitali.it">Psicologi Digitali</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ecco perché FaceApp sta avendo successo</title>
		<link>https://psicologidigitali.it/blog-psicologia/ecco-perche-faceapp-sta-avendo-successo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Toni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jul 2019 10:25:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Applicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia dei Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[app]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Lo leggerai in soli </span> <span class="rt-time"> 4</span> <span class="rt-label rt-postfix">minuti</span></span>Negli ultimi giorni le bacheche dei social network sono invase da foto di persone invecchiate prima del tempo. Il fenomeno del momento porta la firma dell&#8217;applicazione FaceApp. Ma come si spiega questo successo improvviso? Quali sono le leve psicologiche che hanno reso FaceApp il tormentone social dell&#8217;estate 2019? FaceApp è stata sviluppata 2 anni fa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://psicologidigitali.it/blog-psicologia/ecco-perche-faceapp-sta-avendo-successo/">Ecco perché FaceApp sta avendo successo</a> proviene da <a href="https://psicologidigitali.it">Psicologi Digitali</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Negli ultimi giorni le bacheche dei social network sono invase da foto di persone invecchiate prima del tempo. Il fenomeno del momento porta la firma dell&#8217;applicazione FaceApp. Ma come si spiega questo successo improvviso? Quali sono le leve psicologiche che hanno reso FaceApp il tormentone social dell&#8217;estate 2019?</em></strong></p>
<p><a href="https://play.google.com/store/apps/details?id=io.faceapp&amp;hl=it" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>FaceApp</strong></a> è stata sviluppata 2 anni fa da una società russa, la Wireless Labma. Apparentemente potrebbe sembrare una semplice app di <strong>fotoritocco</strong>, ma a differenza di altre app come Snapchat e Instagram quelli che permette di applicare alle foto non sono dei semplici filtri.</p>
<p>Quando carichiamo una nostra immagine o ci scattiamo una fotografia, l&#8217;applicazione invia i nostri selfie nel <strong>cloud</strong> dove un sistema di <strong>intelligenza artificiale</strong> ha la possibilità di riconoscere i volti e i suoi elementi caratterizzanti per poi plasmarli con le caratteristiche scelte, in questo caso invecchiandoci.</p>
<p>Nel corso degli ultimi mesi ha ricevuto diversi aggiornamenti che hanno migliorato le sue funzionalità, facendola tornare improvvisamente popolare e ai primi posti delle classifiche delle app più scaricate in giro per il mondo.</p>
<p>I social network si sono così popolati di foto di vip, e non solo, dal volto invecchiato.</p>
<p>Moltissime aziende hanno deciso di cavalcare l’onda del successo di FaceApp con alcune attività di <strong>real time marketing</strong> veramente creative.</p>
<p>Ecco alcune campagne e post usciti sui social network che abbiamo trovato particolarmente divertenti:</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Durex</em></strong></p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-2161 size-medium" title="FaceApp Caso Durex Real Time Marketing" src="https://psicologidigitali.it/wp-content/uploads/2019/07/FaceApp_Caso-Durex-272x300.png" alt="FaceApp Caso Durex Real Time Marketing" width="272" height="300" srcset="https://psicologidigitali.it/wp-content/uploads/2019/07/FaceApp_Caso-Durex-272x300.png 272w, https://psicologidigitali.it/wp-content/uploads/2019/07/FaceApp_Caso-Durex-768x846.png 768w, https://psicologidigitali.it/wp-content/uploads/2019/07/FaceApp_Caso-Durex.png 862w" sizes="(max-width: 272px) 100vw, 272px" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Ceres</em></strong></p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-2160 size-medium" title="FaceApp Caso Ceres Real Time Marketing" src="https://psicologidigitali.it/wp-content/uploads/2019/07/FaceApp_Caso-Ceres-282x300.png" alt="FaceApp Caso Ceres Real Time Marketing" width="282" height="300" srcset="https://psicologidigitali.it/wp-content/uploads/2019/07/FaceApp_Caso-Ceres-282x300.png 282w, https://psicologidigitali.it/wp-content/uploads/2019/07/FaceApp_Caso-Ceres-768x818.png 768w, https://psicologidigitali.it/wp-content/uploads/2019/07/FaceApp_Caso-Ceres.png 860w" sizes="(max-width: 282px) 100vw, 282px" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Taffo</em></strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-2162 size-medium" title="FaceApp Caso Taffo Real Time Marketing" src="https://psicologidigitali.it/wp-content/uploads/2019/07/FaceApp_Caso-Taffo-294x300.png" alt="FaceApp Caso Taffo Real Time Marketing" width="294" height="300" srcset="https://psicologidigitali.it/wp-content/uploads/2019/07/FaceApp_Caso-Taffo-294x300.png 294w, https://psicologidigitali.it/wp-content/uploads/2019/07/FaceApp_Caso-Taffo-768x784.png 768w, https://psicologidigitali.it/wp-content/uploads/2019/07/FaceApp_Caso-Taffo.png 858w" sizes="(max-width: 294px) 100vw, 294px" /></p>
<h5></h5>
<p><strong>Ma visto che oltre che di marketing e comunicazione ci occupiamo anche di Psicologia, ci siamo chiesti: quali meccanismi psicologici spiegano il successo di FaceApp? Come mai tutti stanno pubblicando sui social network foto di loro stessi invecchiati?</strong></p>
<p>Ecco le 3 ipotesi che abbiamo formulato:</p>
<h3>1. Sé prospettico e autorealizzazione</h3>
<p>Ognuno di noi ha una tendenza verso l&#8217;<strong>autorealizzazione</strong> di se stesso, come mèta ultima della vita. Secondo la visione della Psicologia Umanistico-Esistenziale questa si raggiunge attraverso lo sviluppo e l’attuazione delle migliori potenzialità dell’individuo.</p>
<p>Quindi l’autorealizzazione consiste nel divenire sempre di più ciò che si è, e nel divenire tutto ciò che si è capaci di divenire. Nella famosa piramide dei bisogni di Maslow il bisogno di autorealizzazione è all&#8217;apice delle motivazioni dei nostri comportamenti.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-2168 size-medium" title="Piramide di Maslow FaceApp" src="https://psicologidigitali.it/wp-content/uploads/2019/07/piramidemaslow-300x172.jpg" alt="Piramide di Maslow FaceApp" width="300" height="172" srcset="https://psicologidigitali.it/wp-content/uploads/2019/07/piramidemaslow-300x172.jpg 300w, https://psicologidigitali.it/wp-content/uploads/2019/07/piramidemaslow-768x439.jpg 768w, https://psicologidigitali.it/wp-content/uploads/2019/07/piramidemaslow.jpg 920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>In questo senso, FaceApp permette di proiettare il nostro sé proprio all&#8217;apice della piramide di Maslow.</p>
<p>Nel nostro immaginario collettivo, la vecchiaia è infatti un momento in cui l&#8217;autorealizzazione personale e professionale probabilmente sarà già avvenuta.</p>
<p>L&#8217;autorealizzazione inoltre si esplicita solo nel momento in cui tutti gli altri bisogni sottostanti sono stati colmati.</p>
<p>La vecchiaia è infatti pensata anche in relazione alla sicurezza economica (bisogni di sicurezza), ad una famiglia stabile (bisogni sociali) e al successo professionale ormai ottenuto (bisogni di stima).</p>
<p>Poter visualizzare e dare forma al nostro sé in un momento della vita in cui tutto forse sarà già stato ottenuto, ci conforta e ci esorcizza in qualche modo dalla fatica necessaria per raggiungere quell&#8217;apice.</p>
<h3>2. Emozioni positive e aspetti ludici</h3>
<p>Quando siamo esposti ad un&#8217;immagine o ad un messaggio che ci riguarda è molto importante la percezione del grado di fedeltà di questa descrizione.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-2167 size-medium" title="FaceApp realismo" src="https://psicologidigitali.it/wp-content/uploads/2019/07/faceapp2-300x169.jpg" alt="FaceApp realismo" width="300" height="169" srcset="https://psicologidigitali.it/wp-content/uploads/2019/07/faceapp2-300x169.jpg 300w, https://psicologidigitali.it/wp-content/uploads/2019/07/faceapp2.jpg 625w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Se la differenza tra il sé reale (ciò che conosciamo di noi stessi) e il sé ideale (ciò che vorremmo essere) che viene prospettato è eccessiva, il vissuto emotivo potrebbe essere negativo.</p>
<p>Il realismo dei risultati di FaceApp riduce molto questa discrepanza. Nessun&#8217;altra app finora, se pensiamo ad esempio a Instagram o Snapchat, era riuscita a riprodurre immagini così realistiche.</p>
<p>Il forte grado di <strong>realismo</strong> potrebbe dunque spiegare il <strong>vissuto</strong> <strong>emotivo</strong> di carattere <strong>positivo</strong> che caratterizza il momento di utilizzo di FaceApp, la quale si configura così come uno <strong>strumento ludico</strong>.</p>
<h3>3. Conformismo sociale</h3>
<p>La #FaceAppChallenge è tornata a vivere proprio in questi giorni in Italia a seguito del lancio da parte di molti vip, tra cui Chiara Ferragni e Fedez.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-2164 size-medium" title="FaceApp Chiara Ferragni e Fedez" src="https://psicologidigitali.it/wp-content/uploads/2019/07/FaceApp_Chiara-Ferragni-e-Fedez-300x204.jpg" alt="FaceApp Chiara Ferragni e Fedez" width="300" height="204" srcset="https://psicologidigitali.it/wp-content/uploads/2019/07/FaceApp_Chiara-Ferragni-e-Fedez-300x204.jpg 300w, https://psicologidigitali.it/wp-content/uploads/2019/07/FaceApp_Chiara-Ferragni-e-Fedez-768x523.jpg 768w, https://psicologidigitali.it/wp-content/uploads/2019/07/FaceApp_Chiara-Ferragni-e-Fedez.jpg 990w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Come tutti i fenomeni social una gran parte della loro viralità è spiegata da concetti che arrivano dalla Psicologia Sociale. Primo fra tutti il <strong>conformismo sociale</strong>, ovvero la tendenza ad adeguarsi a opinioni, usi e comportamenti del gruppo. Il fatto che &#8220;tutti&#8221;, inclusi i vip, condividessero sui social le foto di se stessi invecchiati, ha motivato anche altri a farlo, per imitazione e aggregazione sociale.</p>
<p>Ma perchè abbiamo avuto la sensazione che &#8220;tutti&#8221; fossero coinvolti nell&#8217;utilizzo di FaceApp? Questo è spiegabile dal fenomeno delle <strong>camere dell&#8217;eco</strong>, per cui l&#8217;algoritmo sottostante ai social network mostra nel nostro feed solo le foto più rilevanti per noi, dandoci così l&#8217;idea che tutti gli utenti pubblichino gli stessi contenuti (bias di conferma).</p>
<p>L'articolo <a href="https://psicologidigitali.it/blog-psicologia/ecco-perche-faceapp-sta-avendo-successo/">Ecco perché FaceApp sta avendo successo</a> proviene da <a href="https://psicologidigitali.it">Psicologi Digitali</a>.</p>
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