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	<title>User Experience Archivi - Psicologi Digitali</title>
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	<description>La prima web agency fatta da psicologi</description>
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	<title>User Experience Archivi - Psicologi Digitali</title>
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		<title>Service Design: Progettare Esperienze, Comprendere Persone</title>
		<link>https://psicologidigitali.it/blog-psicologia/service-design-progettare-esperienze-comprendere-persone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carlotta Facciolo Celea]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jul 2024 14:32:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[E-Commerce]]></category>
		<category><![CDATA[Neuromarketing]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia del Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[User Experience]]></category>
		<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Lo leggerai in soli </span> <span class="rt-time"> 3</span> <span class="rt-label rt-postfix">minuti</span></span>Il Service Design è un approccio multidisciplinare volto a creare o riprogettare servizi per migliorarli sulla base delle esigenze del cliente. Ecco in cosa consiste.</p>
<p>L'articolo <a href="https://psicologidigitali.it/blog-psicologia/service-design-progettare-esperienze-comprendere-persone/">Service Design: Progettare Esperienze, Comprendere Persone</a> proviene da <a href="https://psicologidigitali.it">Psicologi Digitali</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">A chi non è mai capitato di avere un problema con il proprio dispositivo e di aver bisogno di contattare l’assistenza clienti? </p>



<p class="wp-block-paragraph">Le piattaforme online spesso risultano poco intuitive, rendendo difficile per gli utenti ottenere supporto. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Al giorno d’oggi, la società prende il nome di <strong>“Società dei servizi”</strong>: non mira soltanto a vendere prodotti, ma <strong>li accompagna anche ad un servizio ad essi associato</strong>, il quale funge da valore aggiunto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È qui che entra in gioco il <strong><em>Service Design</em></strong>: considerare le esigenze e i comportamenti degli utenti è fondamentale per garantire un&#8217;esperienza efficace e soddisfacente.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cos&#8217;è il Service Design?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un <strong>servizio </strong>è una prestazione immateriale, complementare o alternativa ad un prodotto, garantita dal <em>provider</em>, finalizzata a soddisfare un bisogno o desiderio dell’utente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo contesto, il Service Design si colloca come un <strong>approccio multidisciplinare </strong>che coinvolge professionisti con competenze complementari tra loro, i quali collaborano con lo scopo di <strong>creare servizi nuovi o riprogettare ed innovare servizi già esistenti</strong> per renderli:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Utili</strong>: il servizio deve rispondere in modo concreto e rilevante ai bisogni degli utenti, offrendo loro un reale valore aggiunto;</li>



<li><strong>Usabili: </strong>deve essere semplice da utilizzare;</li>



<li><strong>Unici</strong>: deve offrire qualcosa di distintivo o innovativo, che lo differenzi nettamente dagli altri servizi disponibili sul mercato;</li>



<li><strong>Efficaci</strong>: deve permettere di raggiungere l’obiettivo di business, soddisfacendo le aspettative sia dell’utente, che dell’azienda;</li>



<li><strong>Efficienti</strong>: deve farlo con il minor impiego di risorse possibili, ottimizzando tempi, costi e risorse impiegate.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il Service Design è la progettazione di servizi che migliorano l’esperienza del cliente e le interazioni tra il provider di servizi e gli utenti. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ha l’obiettivo di migliorare costantemente i servizi, e lo fa basandosi sulla <strong>comprensione approfondita dei bisogni e del comportamento delle persone</strong>, utilizzando metodologie creative per sviluppare soluzioni pratiche ed efficaci.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Progettare in ottica <em>User-Centered</em>: il contributo della Psicologia</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Su quali basi si crea il servizio?&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La progettazione avviene tenendo conto delle esigenze dell’utente </strong>in&nbsp; modo da garantire a quest’ultimo un ritorno in termini di esperienza ed al produttore un ritorno di investimento.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo motivo è fondamentale pensare a dei servizi che da una parte rispondano ai&nbsp;<a href="https://video.corrieredelmezzogiorno.corriere.it/service-design-applicazioni-mondo-pmi/ebc72054-62f2-11ea-b499-94fb1cbdc41b" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow"><strong>bisogni dell&#8217;utente</strong></a>, dall’altra negli obiettivi economici.</p>



<figure class="wp-block-image alignleft size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="750" height="374" src="https://psicologidigitali.it/wp-content/uploads/2024/07/Screenshot-2024-07-12-alle-13.57.28.png" alt="" class="wp-image-11699" style="width:337px;height:auto" srcset="https://psicologidigitali.it/wp-content/uploads/2024/07/Screenshot-2024-07-12-alle-13.57.28.png 750w, https://psicologidigitali.it/wp-content/uploads/2024/07/Screenshot-2024-07-12-alle-13.57.28-300x150.png 300w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Conoscere la persona a cui il servizio è indirizzato risulta dunque un punto centrale nel processo di progettazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei capisaldi del Service Design è infatti la necessità che esso si basi su un <strong>“<em>User-centered design</em>” (UCD). </strong> La<strong> </strong>progettazione deve essere sempre<strong> centrata sugli utenti </strong>e avere come focus la<strong> <em>User Experience</em> (UX), </strong>ovvero la percezione e la reazione di un utente che deriva dall’uso o dall’aspettativa d’uso di un prodotto, sistema o servizio.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il principale collegamento tra Service Design e psicologia si colloca qui: entrambi i campi si concentrano sull&#8217;esperienza umana e sul modo in cui le persone interagiscono con il mondo circostante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Service Design e la psicologia collaborano per creare servizi che siano non solo funzionali, ma anche <strong>significativi e adatti alle esigenze psicologiche ed emotive degli utenti.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La comprensione approfondita del comportamento umano, delle emozioni e delle percezioni è essenziale per progettare servizi che migliorino la qualità dell&#8217;esperienza utente.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come viene influenzata la progettazione tecnologica?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per progettare è essenziale <strong>considerare l’utilizzo che fanno le persone di un determinato prodotto</strong> ed è importante comprendere la logica d’uso prima della progettazione. Va inoltre <strong>studiato attentamente il contesto</strong> in cui le persone utilizzano la tecnologia per cogliere le implicazioni sociali e culturali.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al giorno d’oggi<strong>, le tecnologie innovative esistono e hanno senso in quanto il loro uso è condiviso: </strong>non si progettano semplici oggetti tecnologici bensì <strong>pratiche sociali condivise mediate dalla tecnologia</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dunque, per capire le soluzioni di cui l’utente ha bisogno è necessario mettersi nella prospettiva dell’utente, studiare il target di riferimento e assicurarsi che questo sia in grado di utilizzarle una volta sviluppate.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Conclusioni</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Di cosa si occupa quindi il Service Design?&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image alignright size-full is-resized"><img decoding="async" width="739" height="415" src="https://psicologidigitali.it/wp-content/uploads/2024/07/1_Rv9y6UvUS7Uv3EK6hhWk3w@2x.webp" alt="" class="wp-image-11700" style="width:344px;height:auto" srcset="https://psicologidigitali.it/wp-content/uploads/2024/07/1_Rv9y6UvUS7Uv3EK6hhWk3w@2x.webp 739w, https://psicologidigitali.it/wp-content/uploads/2024/07/1_Rv9y6UvUS7Uv3EK6hhWk3w@2x-300x168.webp 300w" sizes="(max-width: 739px) 100vw, 739px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il suo compito è quello di progettare e migliorare servizi, partendo&nbsp; dall’identificazione di ciò di cui una persona non può fare a meno, le sue<strong> &#8220;<em>needs</em></strong>&#8220;, e ciò che una persona desidera, i suoi &#8220;<strong><em>wants&#8221;</em></strong>, i quali fungono da guida nel processo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È fondamentale quindi <strong>focalizzare l’attenzione sulle persone</strong> per poter progettare in modo efficiente, analizzando l’ambiente il cui l’utente vive e come questo può influire sul comportamento umano.<a href="https://psicologidigitali.it/blog-psicologia/utilizz-degli-archetipi-nel-digital-marketing/"> <strong>Ne parliamo meglio in questo articolo</strong></a><strong>.</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Sai come rispondere ai tuoi clienti online? Ecco alcuni consigli utili</title>
		<link>https://psicologidigitali.it/blog-psicologia/sai-come-rispondere-ai-tuoi-clienti-online-ecco-alcuni-consigli-utili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Cassandra Mirizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Sep 2023 09:58:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Customer Care]]></category>
		<category><![CDATA[Educazione Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia del Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[User Experience]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Lo leggerai in soli </span> <span class="rt-time"> 3</span> <span class="rt-label rt-postfix">minuti</span></span>Nello scenario di iper-connessione attuale, in cui la maggior parte di aziende o brand sono presenti online, diventa indispensabile imparare a gestire la relazione con i propri utenti online. Come gestire le emozioni (positive e negative) che spesso vengono espresse ed amplificate sui social network? Ecco alcuni consigli utili.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Presidiando il web ci siamo ormai resi conto dell&#8217;importanza di una <strong>buona e repentina gestione del <em>customer service</em> online</strong>. Ogni volta che un cliente si lamenta online può scriverlo sulla piazza pubblica che è rappresentata dalle piattaforme <em>social </em>che presidiamo online.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo un&#8217;approfondita analisi demografica, sociologica e <a href="https://psicologidigitali.it/blog-psicologia/come-la-psicologia-sociale-e-connessa-al-digital-marketing/">psicologica </a>del vostro target, lo conoscerete ormai alla perfezione. Sarete quindi a conoscenza dei suoi bisogni e dei suoi valori. Per questo, sarete anche in grado di scegliere un <strong><em>tone of voice</em></strong> adeguato alle sue caratteristiche. </p>



<p class="wp-block-paragraph">È molto importante<strong> parlare la &#8220;stessa lingua&#8221;</strong> (qui intesa come modo di comunicare) delle persone interessate ai nostri prodotti o servizi per poter interagire e creare un legame <em>friendly</em> con loro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco <strong>alcuni consigli </strong>per aumentare la soddisfazione degli utenti, iniziando a costruire una buona base per accogliere eventuali bisogni, problematiche e reclami posti sulle piattaforme online.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Ascoltare, non solo rispondere</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quando un cliente decide di scrivere pubblicamente un commento, una recensione o un messaggio diretto, <strong>si aspetta di essere ascoltato</strong>. Questo gesto va oltre la semplice richiesta: è <strong>una ricerca di contatto umano</strong>, anche nel contesto digitale. L&#8217;errore più comune? Rispondere senza davvero comprendere, dando l&#8217;impressione di superficialità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://psicologidigitali.it/blog-psicologia/marketing-emotivo-per-brand-e-consumatori-2/">Rispondere con empatia</a> vuol dire <strong>riconoscere lo stato d’animo dell’interlocutore</strong>. Anche davanti a una lamentela, è fondamentale <strong>validare l’emozione dell’utente</strong> prima di proporre soluzioni. Frasi come <em>&#8220;Capisco il tuo disappunto&#8221;</em> o <em>&#8220;Grazie per averci scritto, è importante per noi&#8221;</em> creano connessione, più di qualsiasi sconto o rimborso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ricorda: <strong>una buona gestione delle interazioni online rafforza la reputazione</strong> del <em>brand</em>, mentre una risposta brusca o assente può compromettere la fiducia conquistata. Ascoltare davvero vuol dire prendersi cura del cliente, anche a distanza di uno schermo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Scegliere il tono giusto per il tuo pubblico</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Comunicare online non riguarda solo cosa dici, ma anche e soprattutto <strong>come lo dici</strong>. Il tono che utilizzi deve essere <strong>in linea con la personalità del tuo <em>brand </em>e coerente con il target di riferimento</strong>. Non basta una risposta corretta: serve una risposta che “suoni” autentica per chi la legge. Questo riguarda sia il <em>customer service</em>, <a href="https://psicologidigitali.it/blog-psicologia/psicologia-delladvertising-3-errori-da-evitare/">sia l&#8217;<em>advertising </em>stesso</a>!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se il tuo pubblico è giovane e informale, puoi usare uno stile amichevole e diretto. Se invece ti rivolgi a un target professionale o istituzionale, meglio optare per un tono più formale e rassicurante. L&#8217;importante è <strong>evitare i toni standardizzati e impersonali </strong>che fanno pensare a un <em>chatbot</em>, non a una persona.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Parlare la lingua del cliente</strong>, sia nei contenuti che nelle risposte, crea un legame più profondo. Quando un utente si sente accolto nel suo modo di comunicare, sarà più propenso a fidarsi, anche in caso di problemi o disservizi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Tempestività ed efficacia: la combo vincente</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Una risposta in ritardo è spesso percepita come disinteresse. Sul web, <strong>il tempo è una valuta preziosa</strong>: per ogni ora in cui un reclamo rimane senza risposta, cresce il rischio che diventi virale. La tempestività, però, <strong>non deve andare a scapito della qualità della risposta</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una strategia efficace prevede la definizione di tempi standard per ciascun canale (entro 1 ora sui <em>social</em>, entro 24h via email, ad esempio) e la preparazione di <strong>modelli di risposta personalizzabili</strong>, mai copia-incolla senz’anima. Serve rapidità, sì, ma anche attenzione e coerenza nel linguaggio!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, <strong>anticipare le domande più frequenti con una comunicazione chiara</strong> (per esempio nelle bio, nelle <em>stories</em>, nei <em>copy</em>, o sul sito stesso) può ridurre drasticamente il numero di richieste critiche. Prevenire sempre è meglio che curare: costruire fiducia prima di doverla difendere è sempre la mossa migliore.<br></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Conclusioni</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Saper rispondere online in modo efficace è <strong>un pilastro fondamentale </strong>di ogni strategia di comunicazione digitale che si rispetti. Ogni interazione con il cliente è infatti un&#8217;occasione per rafforzare il legame con il tuo <em>brand</em>, mostrare la tua professionalità e trasformare anche un momento critico in un&#8217;opportunità positiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non si tratta solo di risolvere problemi: si tratta di <strong>comunicare valore</strong>, anche nei momenti delicati. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Se senti di aver bisogno di una guida per strutturare un <em>customer service</em> online realmente efficace, con un <em>tone of voice</em> coerente e una gestione attenta delle risposte, <a href="https://psicologidigitali.it/contatti/">noi di Psicologi Digitali siamo qui per te</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://psicologidigitali.it/blog-psicologia/sai-come-rispondere-ai-tuoi-clienti-online-ecco-alcuni-consigli-utili/">Sai come rispondere ai tuoi clienti online? Ecco alcuni consigli utili</a> proviene da <a href="https://psicologidigitali.it">Psicologi Digitali</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Marketing esperienziale: l’evoluzione della customer experience</title>
		<link>https://psicologidigitali.it/blog-psicologia/marketing-esperienziale-evoluzione-della-customer-experience/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Ciamei]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Jul 2023 09:11:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[Content Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Digital Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia del Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[User Experience]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Lo leggerai in soli </span> <span class="rt-time"> 4</span> <span class="rt-label rt-postfix">minuti</span></span>Per attirare l’attenzione e coinvolgere potenziali clienti la pubblicità non basta più. Ecco come il marketing esperienziale può aiutarci a promuovere in maniera nuova ed efficace il proprio brand.</p>
<p>L'articolo <a href="https://psicologidigitali.it/blog-psicologia/marketing-esperienziale-evoluzione-della-customer-experience/">Marketing esperienziale: l’evoluzione della customer experience</a> proviene da <a href="https://psicologidigitali.it">Psicologi Digitali</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Per attirare l’attenzione e coinvolgere potenziali clienti<strong> la pubblicità non basta più</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo perché siamo <a href="https://psicologidigitali.it/blog-psicologia/saturazione-canali-online-e-sovraccarico-cognitivo/">inondati di comunicazioni pubblicitarie</a>, spesso irrilevanti, su qualunque medium. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Per differenziarsi e raggiungere le persone bisogna lavorare proprio sulle persone ampliando la prospettiva della <em><a href="https://www.oracle.com/it/cx/what-is-cx/#:~:text=Per%20Customer%20Experience%20(CX)%20si,ha%20con%20il%20tuo%20brand." target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">customer experience</a></em> con il<strong> <em>marketing </em>esperienziale</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Marketing esperienziale, di che cosa si tratta?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il <em>marketing </em>esperienziale (<em>experiential marketing</em> in inglese) si pone come alternativa al <em>marketing </em>classico. Esso pone l’<strong>attenzione sul cliente</strong>, creando una <strong><em>customer experience ad hoc</em></strong> per promuovere il rapporto con il <em>brand </em>o un prodotto.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;<em>experiential marketing</em> promuove il contatto coi clienti attraverso, appunto, delle esperienze. In questo modo, gioca su una leva molto forte come le<strong> emozioni</strong>. Aumentando così il <strong>valore percepito</strong> e la <strong>fidelizzazione</strong> in caso di esperienza positiva. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il grande vantaggio è che si riesce a coinvolgere le persone fornendo <strong>esperienze rilevanti e personalizzate</strong>, quindi perfette per il target.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esso favorisce inoltre la <strong>comunicazione uno a uno</strong> tra persona e <em>brand</em>, aumentando ulteriormente il coinvolgimento e la curiosità. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come creare una <em>customer experience</em></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per fare <em>experiential marketing</em> ci sono moltissime possibilità diverse, non esiste una sola via. Possono essere sfruttati sia <strong>eventi fisici che digitali, </strong>garantendo così la maggior partecipazione possibile in base al target. Così facendo, si ha una <em>customer experience</em> adeguata al pubblico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In presenza fisica si possono aprire dei <strong><em>pop-up store</em></strong>: negozi temporanei, relativi a un prodotto in particolare o nuovo, che generano <em>hype </em>intorno al <em>brand</em>. Oppure istituire <strong>eventi privati</strong> con <em>influencer</em>, giornalisti del settore, o altre figure allineate con il marchio. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Invece, nel mondo digitale, si possono creare <strong><em>contest </em></strong>o attività studiate con la <a href="https://psicologidigitali.it/blog-psicologia/gamification-tra-psicologia-e-marketing/"><em><strong>gamification</strong></em></a>. Un esempio può essere quello degli eventi fatti nel videogioco <strong>Fortnite, </strong>dove al suo interno sono stati effettuati dei veri e propri concerti gratuiti di grandi artisti, come Travis Scott, per i giocatori. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L’unica cosa da ricordare sempre è che l’esperienza deve essere <strong>intrattenimento, estetica, formazione e/o evasione</strong>. Puntando sempre all’<strong>immersione totale</strong> delle persone.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come fare <em>experiential marketing</em></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per avere delle linee guida sul come costruire l’experential marketing ci viene in aiuto <strong>Bernd Schmitt</strong>, professore di business.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella sua analisi sull’<em>experiential marketing</em> Schmitt ci dice che bisogna stimolare nel partecipante all’esperienza <strong>aspetti sensoriali ed emotivi, </strong>divisibili in cinque categorie:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong><em>Sense</em></strong>: si riferisce alle esperienze fatte attraverso i cinque sensi, permettendo quindi una distinzione sensoriale. Spesso usata da <em>brand </em>alimentari come Illy e Coca-Cola;</li>



<li><strong><em>Feel</em></strong>: si riferisce alle esperienze emotive che puntano a far vivere esperienze positive al pubblico. Usato da brand che vendono un’esperienza che può essere veicolata o meno da un prodotto, come l’Acquario di Genova;</li>



<li><strong><em>Think</em></strong>: sono quelle esperienze che spingono le persone a pensare o fare del <em>problem solving</em>, stimolando il pensiero grazie alla sorpresa, l’intrigo o la provocazione. </li>



<li><strong><em>Act</em></strong>: esperienze corporee che puntano a far provare sensazioni corporee e stili di vita migliori con lo scopo di aiutare a migliorare la vita quotidiana. Utilizzata da <em>brand </em>relativi al mondo dello sport come Nike;</li>



<li><strong><em>Relate</em></strong>: esperienze che racchiudono anche i punti precedenti ma in relazioni con altre persone e culture. Usato da quei <em>brand </em>con grandi <em>community </em>e che generano identificazione come Apple.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>reazione a più livelli</strong> del pubblico permette di avere un maggior ritorno successivamente da parte delle persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, Schmitt propone una <strong>scomposizione della </strong><em><strong>customer experience</strong> </em>in quattro elementi che determinano il valore realmente offerto:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Value expectation</strong>: le aspettative del consumatore;</li>



<li><strong>Value proposition</strong>: unicità dell’offerta del prodotto;</li>



<li><strong>Value perception</strong>: valutazione dell’utente dei costi e benefici rispetto agli altri <em>brand</em>;</li>



<li><strong>Value realization</strong>: i costi e benefici del <em>brand </em>nel relazionarsi con il target, <em>customer profitability</em>.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Queste sono informazioni vitali per il <strong><em>customer experience management</em></strong> (<a href="https://www.capterra.it/glossary/338/customer-experience-management-cem#:~:text=Experience%20Management%2C%20CXM)-,Gestione%20dell'esperienza%20del%20cliente%20(Customer%20Experience%20Management%2C%20CXM,ci%C3%B2%20che%20conta%20per%20loro." target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">CEM</a>) che deve progettare e rispondere alle interazione coi clienti per soddisfare le loro richieste ed aspettative. Così facendo, aumentano anche la <strong>soddisfazione e l&#8217;affiliazione del cliente</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le problematiche del marketing esperienziale</strong> <strong>e come risolverle</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">I punti di forza del marketing esperienziale possono anche essere i suoi punti deboli. Infatti i punti cardine sono<strong> l’unicità e la personalizzazione</strong> dell’esperienza.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo significa che ogni proposta di <em>experential marketing</em> deve essere <strong>diversa dalle precedenti</strong>, altrimenti perderà il suo fascino. Inoltre risulta impossibile creare una <em>customer experience</em> adatta a tutti perché ogni individuo ha aspettative diverse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto ciò non deve essere un freno, ma una consapevolezza per potere affrontare al meglio un progetto di <em>marketing </em>esperienziale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Dato che costruire una campagna di <em>experential marketing</em> è sia molto efficace che altrettanto complesso, è bene utilizzare delle <strong>metriche di valutazione</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image alignright size-large is-resized"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://psicologidigitali.it/wp-content/uploads/2024/07/Immagini-anteprima-articoli-di-blog-Psicologi-Digitali11-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-13396" style="width:380px;height:auto" srcset="https://psicologidigitali.it/wp-content/uploads/2024/07/Immagini-anteprima-articoli-di-blog-Psicologi-Digitali11-1024x576.jpg 1024w, https://psicologidigitali.it/wp-content/uploads/2024/07/Immagini-anteprima-articoli-di-blog-Psicologi-Digitali11-300x169.jpg 300w, https://psicologidigitali.it/wp-content/uploads/2024/07/Immagini-anteprima-articoli-di-blog-Psicologi-Digitali11-768x432.jpg 768w, https://psicologidigitali.it/wp-content/uploads/2024/07/Immagini-anteprima-articoli-di-blog-Psicologi-Digitali11-1536x864.jpg 1536w, https://psicologidigitali.it/wp-content/uploads/2024/07/Immagini-anteprima-articoli-di-blog-Psicologi-Digitali11.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Bisogna fare molta attenzione quando si raccolgono questi dati perché una buona parte della valutazione è di tipo soggettivo, quindi bisogna trovare quei <strong>parametri oggettivi</strong> che possono rispondere alle nostre domande.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I <strong>KPI</strong> che si possono valutare sono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Modalità di approccio:</strong> esplorazione dell’individuo dell’esperienza;</li>



<li><strong>Grado di evitamento</strong>: allontanamento ed evitamento dell’individuo dall’esperienza;</li>



<li><strong>Grado di soddisfazione</strong>: soddisfazione generale verso l’esperienza;</li>



<li><strong>Acquisti per persona</strong>: in caso di vendita di prodotti durante l’evento quanti di essi vengano acquistati dalle singole persone;</li>



<li><strong>Tempo passato “nell’esperienza”</strong>: il tempo passato all’interno dell’esperienza permette di capire generalmente il gradimento o la sua difficoltà nel caso sia pensata come un’esperienza rapida;</li>



<li><strong>Conversione tempo/acquisti</strong>: dopo ogni quanto tempo all’interno dell’esperienza viene effettuato un acquisto in caso di vendita di prodotti all’interno di essa;</li>



<li><strong>Grado di ritorno</strong>: il ritorno delle persone ad acquistare dal <em>brand </em>dopo aver vissuto l’esperienza più avanti nel tempo;</li>



<li><strong>Intensità emozioni</strong>: la forza delle emozioni generate, più forti sono più saranno ricordate.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Conclusioni</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Difficilmente il <em>marketing </em>esperienziale potrà mai sostituire completamente il marketing classico, ma risulta essere un’alternativa potente da poter utilizzare in <strong>situazioni speciali</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo perché aiuta ad avvicinare le persone al <em>brand </em>facendo <a href="https://psicologidigitali.it/blog-psicologia/marketing-emotivo-per-brand-e-consumatori-2/">leva sulle emozioni</a>, creando così un <strong>legame forte </strong>che verrà ricordato facilmente. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, è da considerare che molto spesso questo genere di marketing ha anche una <strong>vasta copertura mediatica</strong>, perché verrà raccontato agli altri da chi ha vissuto l’esperienza. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Quindi, la prossima volta che devi promuovere un nuovo prodotto, perché non provarci?</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://psicologidigitali.it/contatti/">Contattaci </a>per creare insieme una nuova ed efficace strategia di <em>marketing </em>per la tua azienda!</p>
<p>L'articolo <a href="https://psicologidigitali.it/blog-psicologia/marketing-esperienziale-evoluzione-della-customer-experience/">Marketing esperienziale: l’evoluzione della customer experience</a> proviene da <a href="https://psicologidigitali.it">Psicologi Digitali</a>.</p>
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		<title>Ecco come funzionano gli algoritmi dei social network</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Congedi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jul 2021 06:20:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Archiviati]]></category>
		<category><![CDATA[Digital Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Instagram]]></category>
		<category><![CDATA[Linkedin]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia del Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[User Experience]]></category>
		<category><![CDATA[Algoritmo]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Social network]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Lo leggerai in soli </span> <span class="rt-time"> 3</span> <span class="rt-label rt-postfix">minuti</span></span>I social network mirano a rendere la nostra esperienza più duratura e coinvolgente possibile. Per fare in modo che ciò accada sfruttano potenti algoritmi che selezionano i contenuti da presentarci ogni volta che entriamo nel nostro account. I social media fanno ormai parte integrante della vita quotidiana di miliardi di persone. Nel 2020 Facebook era [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I social network mirano a rendere la nostra esperienza più duratura e coinvolgente possibile. Per fare in modo che ciò accada sfruttano potenti algoritmi che selezionano i contenuti da presentarci ogni volta che entriamo nel nostro account.</p>
<p></p>
<p>



</p>
<p class="wp-block-paragraph">I social media fanno ormai parte integrante della vita quotidiana di miliardi di persone.</p>
<p>Nel 2020 Facebook era il terzo sito web <a href="https://timgate.it/news/tecnologia/siti-piu-visitati-del-mondo.vum" target="_blank" rel="noopener">più visualizzato</a> al mondo, dopo Google e YouTube.</p>
<p>A causa dei milioni di utenti presenti su queste piattaforme è stato necessario creare un <strong>algoritmo</strong>, cioè un modo automatizzato di <strong>classificare i risultati di ricerca e gli annunci pubblicitari</strong>.</p>
<h3><strong><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2699.png" alt="⚙" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Come funzionano gli algoritmi nei social network?</strong></h3>
<p>Ad ogni social media <strong>interessa che l&#8217;utente si senta a suo agio nella piattaforma</strong> e perché ciò avvenga filtrano le informazioni. Per l’utente che accede ai social <strong>questo filtraggio serve</strong> a gestire le centinaia di post dei suoi contatti.</p>
<p>Questa logica degli algoritmi però pone un problema: <strong>finiamo per interagire sempre e solo con le stesse pagine e persone.</strong></p>
<p>Il rischio è di costruire degli ambienti social formati da persone con pensieri e idee comuni che si rafforzano sempre più: è il fenomeno delle “<a href="https://edu.gcfglobal.org/en/digital-media-literacy/what-is-an-echo-chamber/1/" target="_blank" rel="noopener"><em>echo chamber</em></a>”.</p>
<p>Ogni utente visualizza risultati diversi dell’algoritmo in base a:</p>
<ul>
<li>chi segue sui social media</li>
<li>la quantità di coinvolgimento su un contenuto</li>
<li>la tendenza a <strong>interagire</strong> con il contenuto di quegli utenti (con mi piace, commenti, condivisioni, salvataggi).</li>
</ul>
<h3><strong>Tipi di algoritmi dei social media</strong></h3>
<p>Vediamo come lavorano gli algoritmi nei 3 principali social network.</p>
<p><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/27a1.png" alt="➡" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> L’algoritmo che organizza la home di Facebook:</p>
<ul>
<li>monitora il comportamento dei suoi iscritti</li>
<li>raccoglie informazioni</li>
<li>mostra le notizie più interessanti per ognuno.</li>
</ul>
<p>Altra caratteristica dell’algoritmo di <strong>Facebook</strong> è dare più risalto alle persone e non alle aziende. I brand presenti sulla piattaforma sono “costretti” a <strong>investire in inserzioni pubblicitarie per ottenere una maggior visibilità</strong> presso un pubblico più ampio. Per capire come fare campagne di sponsorizzazione più performanti date un occhio a questo articolo <a href="https://psicologidigitali.it/2020/05/19/6-consigli-psicologici-per-migliorare-le-tue-ads/">qui</a>.</p>
<p><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/27a1.png" alt="➡" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> L’algoritmo di <strong>Instagram</strong> invece si basa sull’incoraggiare commenti, condivisioni, mi piace e ulteriori post. Si concentra su:</p>
<ul>
<li>pertinenza</li>
<li>connessione</li>
<li>impegno</li>
<li>popolarità dei contenuti.</li>
</ul>
<p><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/27a1.png" alt="➡" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> L’algoritmo di <strong>LinkedIn</strong> mostra tutti quei post che possono interessare ad un utente, tenendo conto:</p>
<ul>
<li>della cronologia dei contenuti postati</li>
<li>della forza delle connessioni tra l&#8217;utente e i componenti della sua rete professionale.</li>
</ul>
<h3><strong><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/274c.png" alt="❌" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> La rimozione dei mi piace</strong><strong> di Instagram e Facebook</strong></h3>
<h3><strong> <img loading="lazy" decoding="async" src="https://psicologidigitali.it/wp-content/uploads/2021/07/social-network-300x251.jpg" alt="" width="365" height="305" /></strong></h3>
<p>Tra gli <a href="https://www.businessinsider.com/facebook-instagram-youtube-killing-like-subscribers-2019-9?r=US&amp;IR=T" target="_blank" rel="noopener">aggiornamenti</a> più rilevanti degli algoritmi negli ultimi due anni, c’è stata la rimozione dei like, che ne ha ridotto la rilevanza.</p>
<p>Un like è la forma di coinvolgimento più bassa e non si traduce in automatico in quel pubblico che acquista il tuo prodotto o visita il tuo sito web.</p>
<p>Diversi studi sugli effetti psicologici negativi del <strong>Like</strong> sui social media hanno scoperto che esso si <a href="https://www.psychologytoday.com/us/blog/modern-mentality/201810/is-social-media-making-you-lonely" target="_blank" rel="noopener">collegava a una minore autostima e una maggiore solitudine.</a></p>
<p>Oltre a ridurre gli effetti psicologici negativi, la rimozione dei Mi piace offre alcuni vantaggi alle società di social media:</p>
<ul>
<li>danneggia l’industria dei “Mi piace falsi”, dove le aziende possono acquistare più Mi piace o follower per i loro social media</li>
<li>incoraggia le aziende a iniziare a pagare per più media a pagamento, come gli annunci di Facebook o <a href="https://www.facebook.com/business/news/facebook-and-instagram-ads" target="_blank" rel="noopener">Instagram</a>.</li>
</ul>
<h3><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2705.png" alt="✅" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Approfitta degli algoritmi dei social media</h3>
<p>Ricorda: <strong>gli algoritmi possono aiutare, non ostacolare</strong>. Creano una mappa per il successo, che se impari a leggerla ti aiuterà a superare i competitor e salire in cima.</p>
<p>Sia che tu stia utilizzando i social media per le tue esigenze di marketing o che tu lo faccia per un cliente, queste piattaforme rappresentano un grande vantaggio per il traffico e il ROI (<em>Return On Investment).</em> I social media hanno la capacità di produrre entrate maggiori con un’uscita minima.</p>
<h3><strong>Conclusioni</strong></h3>
<p>In generale, gli algoritmi di tutti i social network stanno evolvendo verso la <strong>pertinenza dei contenuti dell’utente</strong>.</p>
<p>Oggi gli algoritmi dei social regolano il nostro modo di vedere il mondo: <strong>decidono quali post mostrare e a quali persone</strong>, decretando così il successo o l’insuccesso di una <strong>strategia di marketing</strong>.</p>
<p></p><p>L'articolo <a href="https://psicologidigitali.it/blog-psicologia/algoritmi-social-network/">Ecco come funzionano gli algoritmi dei social network</a> proviene da <a href="https://psicologidigitali.it">Psicologi Digitali</a>.</p>
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		<title>User Experience e Psicologia. 4 consigli utili per migliorare il vostro sito web.</title>
		<link>https://psicologidigitali.it/blog-psicologia/user-experience-e-psicologia-4-consigli-utili-per-migliorare-il-vostro-sito-web/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Toni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Oct 2018 07:35:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[User Experience]]></category>
		<category><![CDATA[Website]]></category>
		<category><![CDATA[UX]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><span class="span-reading-time rt-reading-time" style="display: block;"><span class="rt-label rt-prefix">Lo leggerai in soli </span> <span class="rt-time"> 4</span> <span class="rt-label rt-postfix">minuti</span></span>Se l&#8217;utente ha una buona User Experience sul vostro sito web, le possibilità che acquisti o compia le azioni che desiderate aumentano. È importante implementare però il vostro sito con una serie di accorgimenti che migliorino l&#8217;esperienza di navigazione e d&#8217;acquisto dei vostri potenziali clienti. Scoprite quali. Applicare la psicologia comportamentale alla User Experience (UX) [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Se l&#8217;utente ha una buona User Experience sul vostro sito web, le possibilità che acquisti o compia le azioni che desiderate aumentano. È importante implementare però il vostro sito con una serie di accorgimenti che migliorino l&#8217;esperienza di navigazione e d&#8217;acquisto dei vostri potenziali clienti. Scoprite quali.</strong></p>
<p>Applicare la psicologia comportamentale alla User Experience (UX) e al tuo web design può realmente aumentare il tasso di conversione.</p>
<p>Con un articolo di<strong><a href="https://www.smartinsights.com/user-experience/psychology-studies-can-teach-us-ux-web-design-principles/?utm_source=enews&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=enews_October_25th_2017&amp;utm_content=basic/" target="_blank" rel="noopener"> Smart Insights</a></strong>, vogliamo porre l&#8217;attenzione su un punto importante: comprendere come le persone scelgono qualcosa rispetto ad un&#8217;altra è un tema strettamente legato alla psicologia. Una volta imparati principi che sono alla base dei processi decisionali, bisogna integrarli nei progetti di UX e nella costruzione dei siti web. Se si riesce a integrarli bene, questi principi possono diventare un fattore determinante per il proprio sito web.</p>
<p>I principi della psicologia usati per la User Experience e il web design sono gli stessi del Marketing. Quelli che presenteremo di seguito sono solo alcuni dei principi psicologici che funzionano nel Marketing.</p>
<p>In questo senso le ricerche nell&#8217;ambito della psicologia sociale sono importanti: permettono infatti di <strong>comprendere le ragioni per cui i consumatori a volte fanno il contrario di ciò che ci si aspetta da loro.</strong></p>
<h3><strong>1&#x20e3; Gli utenti preferiscono la sostanza alla bellezza</strong></h3>
<p>È importante capire che la User Experience non è soltanto una questione estetica. La <strong>cura dei dettagli</strong> e una <strong>grafica accattivante</strong> sono due buoni modi per attirare i clienti, ma ci vogliono contenuti di qualità per mantenerli.</p>
<p>Ecco perché anche se un sito web ha un buon design può accadere che le persone lo visitino solo per poco, aumentando il suo bounce rate. Inoltre, una volta che i visitatori si rendono conto che i contenuti non sono di qualità smettono di visitarlo.</p>
<p>Un sito web che offre contenuti di alta qualità ottiene molti più visitatori nel lungo periodo. Quindi cosa fare?</p>
<blockquote>
<p style="text-align: center;">Chi si occupa di progettare siti web non dovrebbe concentrarsi solo sulla resa estetica del sito, ma tenere conto anche e soprattutto dello scopo del sito e della tipologia dei contenuti che andranno inseriti.</p>
</blockquote>
<p>Sarebbe opportuno effettuare prima una ricerca su ciò che cercano gli utenti interessati a un determinato business. <span style="color: #ff0000;"><strong>Spesso qualità è sinonimo di credibilità</strong></span>. Una volta che i visitatori trovano articoli, video, interessanti diventano fedeli.</p>
<h3><strong> 2&#x20e3; </strong><strong>La maggior parte delle persone preferisce la scansione veloce alla lettura</strong></h3>
<p>Studi di psicologia hanno dimostrato che la stragrande maggioranza delle persone non legge tutti i dettagli, ma ne fa una scansione veloce. Gli occhi tendono a soffermarsi soprattutto al centro del testo. Al contrario, le informazioni presenti ai margini della pagina web tendono ad essere ignorate a meno che non si stia facendo una lettura seria.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-1539 alignleft" src="https://psicologidigitali.it/wp-content/uploads/2018/10/Lettura-veloce.png" alt="Lettura veloce user experience" width="405" height="339" srcset="https://psicologidigitali.it/wp-content/uploads/2018/10/Lettura-veloce.png 940w, https://psicologidigitali.it/wp-content/uploads/2018/10/Lettura-veloce-600x503.png 600w, https://psicologidigitali.it/wp-content/uploads/2018/10/Lettura-veloce-300x251.png 300w, https://psicologidigitali.it/wp-content/uploads/2018/10/Lettura-veloce-768x644.png 768w" sizes="(max-width: 405px) 100vw, 405px" />Pertanto, affinché un sito web possa comunicare correttamente, la maggior parte delle informazioni pertinenti dovrebbe essere messa al centro.</p>
<p>Come avevamo precedentemente spiegato, nel modello <a href="https://psicologidigitali.it/2018/05/21/f-pattern-unarma-segreta-per-aumentare-le-conversioni/">F-Pattern</a>, questo tipo di contenuto è chiamato “informazione di ancoraggio”.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Se il sito web richiede ai visitatori di sostenere un carico cognitivo elevato, è improbabile che si soffermino e capiscano di cosa si tratta.</strong></span></p>
<p>Quando le persone visitano un sito Web, l’analisi delle informazioni avviene principalmente in modo automatico. Il modo migliore per sfruttare questo aspetto della psicologia umana è usare le immagini.</p>
<p>I siti web dovrebbero avere immagini informative posizionate strategicamente per spingere i visitatori in una certa direzione. Studi psicologici mostrano che immagini con bambini e donne sono più attraenti per gli utenti. Inoltre, è consigliabile fare un uso appropriato di colori e caratteri.</p>
<h3><strong> 3&#x20e3; </strong><strong>Le persone sono pazienti solo quando non ci sono alternative.</strong></h3>
<p>La psicologia della User Experience deve essere presa in considerazione anche quando c’è la necessità di raccogliere dati e informazioni dagli utenti, è consigliabile predisporre form brevi e chiari. Il processo di registrazione dovrebbe essere semplice e rapido. Gli utenti non amano compilare lunghi questionari o moduli di iscrizione. Se la registrazione dovesse risultare eccessivamente lunga, infatti, la probabilità che questa venga rimandata o che la pagina venga chiusa aumenta notevolmente.</p>
<p>Tutti i campi non strettamente necessari devono essere eliminati. Ciò garantisce che vengano riempiti solo i campi obbligatori e utili. Oltre alla compilazione, anche il processo di verifica dovrebbe essere semplice. Non dovrebbe richiedere più di un clic su un link. Tutto questo per un motivo molto semplice:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: center;">le persone sono pazienti solo nel momento in cui devono esserlo per forza.</p>
</blockquote>
<h3><strong>4&#x20e3; </strong>La riprova sociale è fondamentale!</h3>
<p>Le decisioni degli altri influenzano il proprio processo decisionale. <strong>Le persone preferiscono ciò che altri hanno testato e approvato.</strong> Tenendo questo in mente, un sito web dovrebbe avere un modo di mostrare ciò che gli altri pensano rispetto ai contenuti presentati e ai servizi offerti. Un modo per farlo è attraverso le recensioni degli utenti.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-1543 alignright" src="https://psicologidigitali.it/wp-content/uploads/2018/10/riprova-sociale-user-experience.png" alt="riprova sociale user experience" width="399" height="335" srcset="https://psicologidigitali.it/wp-content/uploads/2018/10/riprova-sociale-user-experience.png 940w, https://psicologidigitali.it/wp-content/uploads/2018/10/riprova-sociale-user-experience-600x503.png 600w, https://psicologidigitali.it/wp-content/uploads/2018/10/riprova-sociale-user-experience-300x251.png 300w, https://psicologidigitali.it/wp-content/uploads/2018/10/riprova-sociale-user-experience-768x644.png 768w" sizes="(max-width: 399px) 100vw, 399px" />Le recensioni positive spingono i nuovi clienti all&#8217;acquisto.</p>
<p>Ma <strong><span style="color: #ff0000;">anche le recensioni negative sono utili: garantiscono l’autenticità delle altre recensioni</span></strong>. I filtri sociali sul comportamento sono una parte importante anche della prova sociale.</p>
<p>Un sito Web o una buona User Experience possono migliorare il numero di acquisti informando i visitatori su ciò che di simile altri clienti hanno comprato. <strong>Quando un nuovo cliente legge che qualcuno con i suoi stessi bisogni, caratteristiche, necessità ha acquistato un determinato prodotto sarà spinto ad acquistarlo anche lui.</strong></p>
<p>Inoltre, alcuni siti web permettono ai clienti di menzionare quale caratteristica del prodotto o servizio acquistato hanno apprezzato di più. Per i nuovi clienti questo rappresenta un modo per confrontarsi indirettamente con persone che la pensano allo stesso modo.</p>
<h3><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2705.png" alt="✅" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Conclusione</h3>
<p>Gli elementi che in un sito possono coinvolgere la psicologia dei visitatori sono molteplici. Un esempio può essere il dominio: deve basarsi su ciò che il visitatore sta realmente cercando.</p>
<p>Per conoscere esattamente ciò che la gente pensa e fa <strong>è fondamentale l&#8217;uso dei risultati della ricerca della psicologia sociale</strong>. Questo può portare a comprendere e spiegare le ragioni per cui i consumatori a volte fanno il contrario di ciò che ci si aspetta da loro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://psicologidigitali.it/blog-psicologia/user-experience-e-psicologia-4-consigli-utili-per-migliorare-il-vostro-sito-web/">User Experience e Psicologia. 4 consigli utili per migliorare il vostro sito web.</a> proviene da <a href="https://psicologidigitali.it">Psicologi Digitali</a>.</p>
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